Silhouette Lift |
Per i cedimenti di viso e collo: SILHOUETTE LIFT |
![]() Ancora una volta l’idea è del chirurgo americano Nicanor Isse (UCLA - University of California, Los Angeles), cui si deve non solo l’invenzione della tecnica endoscopica in chirurgia plastica, ma anche la messa a punto delle prime endosuture studiate per questo scopo. La caratteristica più evidente dei SILHOUETTE LIFT è che le punte di ancoraggio non sono piccoli ganci o dentini (come nelle precedenti versioni di fili chirurgici), ma minuscoli e morbidissimi coni. Il materiale con cui sono realizzati è un composto di acido lattico (82%) e acido glicolico (18%): un materiale che ha la particolarità non solo di venire riassorbito nel tempo (circa 9 mesi) e quindi di scomparire, ma anche, più importante, di indurre nei tessuti una reazione fibrosa nettamente maggiore rispetto ai ‘vecchi’ fili, fondamentale garanzia di una migliore tenuta dell’impianto. Non solo. Con i fili ‘tradizionali’ era necessario ricorrere allo scollamento dei tessuti per ottenere una fibrosi maggiore. Con i fili SILHOUETTE LIFT è il materiale stesso a provocare tale fibrosi: dunque lo scollamento non è più necessario e la procedura diventa ancora meno invasiva. I coni di ancoraggio sono posti a distanza pre-determinata, con l’aiuto di piccoli nodi, su un filo di polipropilene, materiale chirurgico inerte e bilogicamente stabile. Tali nodi hanno una duplice funzione: la prima è quella di mantenere una distanza uniforme sulla struttura portante, la seconda quella di formare, una volta che i coni saranno stati riassorbiti, un secondo sistema di ancoraggio nel tessuto fibroso. Durante l’impianto, mentre la sutura viene inserita, il cono scivola e va a coprire il nodo, in modo che il filo scorra senza difficoltà. Una volta terminato l’inserimento ed è stata messa in atto la trazione, i coni si ritraggono lasciando i nodi liberi ed esposti al processo di fibrosi. Tali coni costituiscono un solido ancoraggio a 360 gradi sul filo portante e restano nella posizione iniziale senza migrare sino al completo riassorbimento. Numerosi studi clinici hanno dimostrato che il punto di rottura dei SILHOUETTE LIFT è 8 volte superiore rispetto ai fili cosiddetti ‘barbed ‘ cioè ‘spinati’, quelli cioè in cui l’ancoraggio è affidato a una semplice dentellatura. I fili vengono inseriti, con un taglietto di un paio di centimetri nella zona temporale nascosto tra i capelli, secondo un disegno preoperatorio che identifica le esatte linee di trazione e fissati in basso. Una volta eseguita la trazione i tessuti ‘risalgono’ con un piacevole e naturalissimo effetto lifting. Le suture SILHOUETTE LIFT sono indicate per la parte centrale e il terzo inferiore del viso e per affrontare moderati cedimenti cutanei. Se i tessuti sono sovrabbondanti, la prescrizione resta il lifting classico. La particolare morbidezza dei materiali impiegati e la loro straordinaria tenuta rendono i SILHOUETTE LIFT adatti anche a risollevare i cedimenti del collo, sul quale sino ad oggi era possibile intervenire solo con procedure assai più invasive. Le endosuture SILHOUETTE LIFT hanno ottenuto l’approvazione CE e FDA. |





