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| Das Peeling, als ärztliche-kosmetische Anwendung, erlaubt eine schnelle und kontrollierte Ablösung der Haut durch die Verwendung von chemische wirksamen Hautsubstanzen.
Abhängig vom verwendeten Mittel, dessen Konzentration und von der Anwendungszeit führt ein Peeling zur partiellen oder vollständigen Hautregeneration. Das Ergebnis zeigt sich in einer helleren Haut, einer größeren Hautspannung und der Einheitlichkeit der Hautfarbe.
Die Peelings werden in der Praxis in mehreren Anwendungen mit einem Abstand von 7 bis 30 Tagen durchgeführt. Es ist möglich diesen Zyklus auch zwei Mal jährlich zu wiederholen. Die Kombi-Peelings, die die Verwendung von mehreren Säuren vorsehen, führen zu einem tieferen Peeling und langanhaltenden Ergebnissen mit weniger Komplikationen. Die Wahl des Peelings ist von den Wünschen des Patienten, vom klinischen Hautzustand und vom Hauttyp abhängig. Bei dem mit Phenol durchgeführten tiefen Peeling ist die Behandlung im Krankenhaus mit anästhetischer Versorgung angebracht. Die meist verwendeten Mittel für ein eher oberflächliches Peeling sind: • Glykolsäure in verschiedenen Konzentrationen Um stattdessen ein Peeling von mittlerer Tiefe vorzunehmen, werden folgende Mittel verwendet: • TCA 35-50% mit oder ohne keratolytische Mittel wie die Jessner-Lösung oder die Glykolsäure
Die Glykolsäure ist ein Bestandteil aus der großen Gruppe der Alfa-Hydroxysäuren, die aus Lebensmitten wie Obst oder Milch gewonnen werden. Sie findet in unterschiedlichen Konzentrationen für leichte Peelings Anwendung, um die sichtbaren Alterungszeichen und die Auswirkungen der Sonne zu verringern. Diese muß in jedem Falle ärztlich verschrieben werden. Die einmalige ärztliche Durchführung eines Glykolsäure- Peelings kann bereits den erwarteten Auffrischungs- Effekt ergeben. Für ein besseres Ergebnis wird es notwendig sein, sich einem Zyklus zu unterziehen. Die Glykolsäure-Creme kann mit ärztlichem Rezept für Zuhause empfohlen werden. Die Glykolsäuremittel beseitigen die beschädigten Hautzellen, indem sie die Zellerneuerung beschleunigen, die Poren frei machen und eine gesündere Gesichtsfarbe erzeugen. Mikrodermabrasion Diese sanfte Behandlung ermöglicht die wirksame Erneuerung der Alterungszeichen in der obersten Hautschicht und gibt der Haut ihre Frische und Kompaktheit zurück. Sie ist so aufwändig wie eine Gesichtsreinigung. Die Mikrodermabrasion eignet sich besonders für die Probleme, die mit der Auswirkung des Lichts auf Gesichts- und Decolletéhaut zu tun haben. Sie funktioniert über eine in die Tiefe gehende, aber sanfte Hautablösung. Mit Hilfe eines computergesteuerten Handapparates werden die toten Hautzellen aus der Epidermis entfernt. Dabei trifft aus der gelöcherter Spitze des Gerätes ein aus feinem Pulver bestehender und abrasiv wirkender Energiestrom mit Corindon-Kristallen auf die Oberhaut. Durch diese Behandlung stimuliert fängt die Haut tatsächlich an neues Kollagen und Elastin zu produzieren, welche für die Elastizität und Spannung verantwortlich sind. Eine Mega Peel Behandlung wird mit der Anwendung einer wiederaufbauenden Maske und mit kosmetischen Feuchtigkeits- und Aufbaucremes abgeschlossen. Eine Behandlung dauert zwischen 20 und 30 Minuten und kann wöchentlich wiederholt werden bis die gewünschten Resultate erreicht sind. Um die erzielten Ergebnisse zu erhalten ist es ausreichend, wenn alle 30 bis 90 Tage eine Anwendung vorgenommen wird.
Eine noch deutlichere Besserung, bei kleinen Falten oder einer ausgeprägten Hauterschlaffung kann mit der Kombination der Mikrodermabrasion zusammen mit anderen speziellen Behandlungen kombiniert werden, die von Fall zu Fall ausgewählt werden. |
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| Blefaroplastica - Approfondimento |
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La blefaroplastica può essere sia una operazione funzionale che estetica intesa a rimodellare la palpebra superiore o inferiore tramite la rimozione o il riposizionamento di tessuto in eccesso come pure tramite il rafforzamento dei muscoli e dei tendini circostanti. In presenza di una grande quantità di pelle della palpebra superiore, la pelle può cadere sopra le ciglia e provocare una perdita di visione periferica. Il campo visivo esterno e superiore è quello più comunemente danneggiato e ciò può portare ad avere difficoltà in alcune attività come la guida e la lettura. In tale circostanza, la blefaroplastica della palpebra superiore viene eseguita per migliorare la visione periferica. I pazienti con una minore quantità di pelle eccedente possono richiedere tale intervento per questioni estetiche. La blefaroplastica della palpebra inferiore è quasi sempre eseguita per ragioni estetiche, per migliorare le “borse” gonfie della palpebra inferiore e per ridurre il corrugamento della pelle.
L’anatomia delle palpebre, la qualità della pelle del paziente, l’età del paziente e il tessuto osseo e molle adiacente sono tutti elementi che condizionano i risultati estetici e funzionali dopo una blefaroplastica.
QUANDO E' CONSIGLIATA
Nel caso di rughe e rilassamento cutaneo della palpebra superiore o inferiore.
Nel caso di un eccesso cutaneo tale da interferire con la vista e nel caso in cui la piega naturale della palpebra sia diventata inesistente.
Nel caso di borse di grasso nella palpebra inferiore o superiore che invecchiano e conferiscono un aspetto stanco.
VISITA PREOPERATORIA
La visita pre operatoria è fondamentale. Il chirurgo deve valutare la situazione locale ed indicare il tipo di intervento previsto. Verranno esplicitati quali aspetti possono essere corretti dall’intervento, quali invece rimarranno inalterati; si valuterà se è opportuno o meno correggere il taglio degli occhi e lo sguardo. Il chirurgo ed il paziente devono discutere gli obiettivi, i limiti e le aspettative dell’intervento. Il medico deve conoscere le condizioni di salute del paziente con riferimento particolare ad allergie, malattie cardiovascolari, disturbi ormonali e soprattutto della tiroide, malattie oculari. Alcune malattie possono rappresentare una controindicazione temporanea o definitiva all’operazione. Deve sapere quali farmaci vengono assunti regolarmente (aspirina ed anticoagulanti), se si usano occhiali o lenti a contatto. Prima dell’intervento dovrà essere effettuato un check-up emato-chimico ed un’eventuale visita oculistica.
PREPARAZIONE PREOPERATORIA
Non assumere aspirina, né farmaci anticoagulanti per circa 5 giorni prima dell’intervento. Seguire le indicazioni che il chirurgo ha dato nel singolo caso.
INTERVENTO CHIRURGICO
Questo intervento viene eseguito ambulatorialmente o in regime day hospital in anestesia locale pura o associata a sedazione. La durata è di circa un’ora in caso di intervento sulle palpebre superiori od inferiori e di circa due ore se si interviene sulle quattro palpebre. Le incisioni vengono praticate in corrispondenza della piega naturale della palpebra superiore o sotto il bordo cigliare nella palpebra inferiore. Si rimuove la cute e il grasso in eccesso, e le incisioni vengono richiuse con sottilissimi punti di sutura.Nel caso fosse presente solo del grasso nella parte inferiore della palpebra, lo stesso potrebbe essere rimosso tramite un'incisione praticata con il laser all'interno della palpebra inferiore, senza alcuna incisione o cicatrice esterna (blefaroplastica transcongiuntivale). In questo caso non ci saranno cicatrici o punti di sutura. Alla fine dell’intervento può essere applicato del ghiaccio ed un bendaggio modicamente compressivo e, a seconda del tipo di anestesia praticata, il ritorno a domicilio avviene immediatamente o dopo qualche ora. Solo in casi eccezionali è prevista la permanenza in clinica per la notte.
GUARIGIONE
Un leggero fastidio post-operatorio si controlla con farmaci orali. Se si dovessero presentare i lividi e la sensibilità alla luce possono perdurare per 1 o 2 settimane. Il gonfiore scomparirà progressivamente dopo 1 o 2 settimane.
L'uso di ombretto potrà essere ripreso non appena i punti di sutura saranno rimossi in 3/5 giorni.Si può riprendere l'uso di lenti a contatto generalmente dopo 7 - 10 giorni.
La cicatrice presente superiormente andrà progressivamente scomparendo nei mesi successivi all'intervento. Non bisogna allarmarsi se in alcuni punti come quelli in vicinanza del naso o sotto il sopracciglio la cicatrice sarà più visibile o causerà sintomatologia come prurito, piccole fitte di dolore o simulerà la presenza di una cisti sottocute, tutto questo è normale e scomparirà. Per facilitare la risoluzione di questi fastidi si può eseguire un blando massaggio della durata di 5 minuti per 3 o 4 volte al giorno .
TRATTAMENTO E CONDOTTA DA SEGUIRE NEL PERIODO POSTOPERATORIO
- essere accompagnati a casa e non restare da soli a domicilio
- applicare ghiaccio e/o garze bagnate fredde sugli occhi nell’immediato postoperatorio
- antidolorifico per bocca
- dormire con la testa sollevata per i primi giorni postoperatori
- non usare le lenti a contatto per circa 10 giorni
- le medicazioni postoperatorie variano a caso a caso; i punti vengono rimossi generalmente dopo al massimo 4-5 giorni
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| Rinoplastica - Approfondimento |
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La rinoplastica (dal greco Rhinos “naso + plassein “formare”) è un’operazione chirurgica eseguita comunemente da chirurghi otorinolaringoiatri, maxillofacciali, e da chirurghi plastici, per migliorare la funzionalità respiratoria (intervento funzionale) e/o l’aspetto estetico (intervento estetico) del naso di una persona. La rinoplastica viene comunemente chiamata anche “rimodellamento del naso” . La rinoplastica può essere eseguita per uno scopo estetico oppure a scopi ricostruttivi per correggere i risultati di un trauma, i difetti dalla nascita o i problemi di respirazione. Può essere associata ad altre operazioni chirurgiche come ad es. l’aumento del mento per migliorare i risultati estetici.
Lo scopo della rinoplastica è "ridisegnare" il naso in modo che la sua forma sia in armonia con tutto il viso. Il limite minimo d' età per una rinoplastica è tra i 13 e i 19 anni, quando il naso è vicino al pieno sviluppo. Non esiste limite massimo di eta', finche' si è in buona salute.
Il naso puo' essere ridotto o alzato agendo sulla sua struttura di supporto. Cio' è possibile sia togliendo sia aggiungendo osso e cartilagine. La cute e i tessuti molli assumeranno la loro nuova forma modellandosi su questa nuova "impalcatura''.
STORIA
La rinoplastica venne sviluppata per la prima volta da Sushruta, un medico spesso considerato “il padre della chirurgia plastica”) che visse nell’antica India circa nel 500 a.C. e che descrisse questa tecnica nel suo testo Sushruta Samhite. Lui ed i suoi successivi studenti e discepoli usarono la rinoplastica per ricostruire nasi che erano stati amputati come punizione per crimini commessi. Le tecniche di rinoplastica con lembo frontale che lui sviluppò sono tuttora praticate quasi allo stesso modo. Questa conoscenza della chirurgia plastica sopravvisse in India fino alla fine del diciottesimo secolo, come si può vedere dai rapporti pubblicati nel Gentleman’s Magazine (ottobre 1794).
La prima operazione di rinoplastica intranasale in occidente venne eseguita da John Orlando Roe nel 1887. In seguito fu usata per scopi estetici da Jacquest Joseph (nato Jakob Lezin Joseph) nel 1898 per aiutare coloro che non erano soddisfatti e si sentivano imbarazzati per le dimensioni del proprio naso. Il suo primo paziente di rinoplastica fu un giovane il cui naso era così grosso da procurargli un tale imbarazzo che gli impediva di farsi vedere in pubblico. Lui contattò Joseph avendo saputo che aveva eseguito un precedente intervento di otoplastica o “ricostruzione dell’orecchio” che era ben riuscito.
QUANDO E' CONSIGLIATA
Nel caso di forma anormale del naso dovuta ad un difetto di nascita, a un incidente o a una malattia.
Nel caso di ostruzione respiratoria dovuta a una deviazione del setto nasale
Nel caso di naso antiestetico, non conforme ai lineamenti del viso
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| Lifting endoscopico - Approfondimento |
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Se la cute in eccesso non è troppa, è possibile affidarsi a un lifting frontale endoscopico. Questa procedura è minimamente invasiva e richiede solo delle piccole incisioni posizionate in modo da non farsi notare, secondo il piano chirurgico personalizzato.
STORIA
La prima discussione medica documentata concernente un lifting frontale venne trascritta nel 1910 dal famoso chirurgo tedesco Erich Lexer.
Il principale metodo chirurgico di lifting frontale dall’epoca di Lexer fino agli anni ’50 era conosciuto come lifting frontale coronale, o aperto.
Con questo sistema, usato ora molto meno frequentemente, il chirurgo iniziata l’operazione facendo una lunga incisione da orecchio ad orecchio in cima alla testa attraverso l’attaccatura dei capelli. Il chirurgo sollevata la pelle e i muscoli e li liberava dall’osso, rialzava i tessuti verso la cima della tesa, rifilava l’eccesso e chiudeva l’incisione con punti di sutura. Inizialmente l’incisione era fatta bene entro l’attaccatura dei capelli in modo che non si vedessero le cicatrici.
In alcuni casi, specialmente quando le sopracciglia e la pelle della fronte non sono troppo pesanti, vengono sollevate anche le palpebre superiori. Nella maggior parte dei casi, l’intervento dona un aspetto più liscio che fa sembrare più giovani, più freschi e riposati. Negli ultimi anni ’50 e negli anni ’60 alcuni chirurghi raggiungevano il risultato di un aspetto della fronte più giovane rimuovendo alcuni dei piccoli muscoli frontali – più comunemente il muscolo frontale che causa l’aggrottamento e le rughe.
QUANDO E' CONSIGLIATO
Nel caso di rilasciamento cutaneo della fronte e delle palpebre
Nel caso di rughe verticali molto profonde tra le sopracciglia.
Nel caso di caduta del sopracciglio
PREPARAZIONE PRE-OPERATORIA
Si consiglia di non assumere aspirina [o medicamenti che la contengono] due settimane prima dell’intervento e due settimane dopo. L’aspirina può causare sanguinamento e quindi aumentare il rischio di complicanze. Si consiglia di eliminare il fumo per almeno due settimane prima dell’intervento. Alcuni studi hanno dimostrato che l’incidenza delle complicanze è 10 volte superiore nei pazienti fumatori che non in quelli che non fumano il fumo viene eliminato per 10 giorni o più prima dell’operazione, l’incidenza delle complicanze e pari a quella dei non fumatori. Nel periodo immediatamente post-operatorio e nei primi giorni successivi è consigliata una dieta liquida e con alimenti morbidi. Si consiglia inoltre, alle pazienti in trattamento con contraccettivi orali interrompere l’assunzione di tali farmaci un mese prima dell’intervento. E’ indispensabile praticare uno shampoo antisettico la sera prima della mattina dell’intervento. Eventuali tinture dei capelli sono consentite fino a tre giorni prima dell’operazione.
INTERVENTO
Questo tipo di intervento è eseguito con un endoscopio attraverso due piccole incisioni per lato praticate nel cuoio capelluto: nella prima viene inserita la sonda endoscopica, nella seconda gli attrezzi elevatori che consentono al chirurgo di operare su tutta la fronte, comprese le arcate sopraccigliari e la radice superiore del naso. Grazie all'endoscopio , che trasmette su un monitor le immagini ingrandite della zona sulla quale si sta intervenendo, è possibile correggere in modo selettivo solo i punti in cui le rughe sono presenti e la causa degli inestetismi è più evidente, senza interferire con le terminazioni nervose. La moscolatura che negli anni si è rilasciata viene riposizionata su vettori giovanili.
L'eventuale cute in eccesso non viene rimossa ma anche essa riposizionata: ciò evita trazioni eccessive alla fronte che conserva così un aspetto del tutto naturale. Sollevando la parte esterna del sopracciglio e distendendo tutta la regione temporale fino allo zigomo, si può ottenere un "allargamento" della zona tra l'angolo esterno dell'occhio e la coda del sopracciglio, donando all'occhio una forma più allungata verso l'esterno.
Questo tipo di intervento viene eseguito in day hospital in anestesia locale associata a sedazione.
GUARIGIONE
Il paziente torna a casa con una fasciatura sulla testa e dei cerotti. La fasciatura verrà rimossa il giorno dopo l'intervento. I cerotti 3 - 4 giorni dopo.
I punti di sutura saranno rimossi dopo 10 giorni. I lividi ed il gonfiore diminuiranno dopo 7-10 giorni.
Un leggero dolore dopo l'intervento potrà essere facilmente controllato da farmaci orali.
Il risultato finale si apprezza generalmente dopo un mese dall'intervento. I risultati di un lifting del sopracciglio durano generalmente per molti anni.
RISULTATI
Un aspetto più rilassato e giovanile della fronte e delle palpebre superiori.
L'innalzamento del sopracciglio, la scomparsa delle rughe verticali al centro della fronte, un'adeguata risalita dello zigomo con una conseguente nuova giovinezza dello sguardo.
ATTUALI OPERAZIONI CHIRURGICHE
Spesso nei lifting frontali viene usata la chirurgia endoscopica. Un endoscopia è un sistema chirurgico con sottili bracci a forma di penna che vengono inserite entro tre o cinque incisioni lunghe circa 3/8 di inch. Uno dei bracci dello strumento ha una fotocamera illuminata che visualizza su un monitor quello che c’è sotto la pelle del paziente. Altri bracci dell’endoscopia portano veri strumenti chirurgici che possono tagliare e afferrare. Tramite il monitor il chirurgo guida questi movimenti.
Un altro passo avanti nella chirurgica di lifting frontale si ha con un strumento di fissaggio conosciuto come Endotine. L’impianto bioassorbibile Endotine è:
- essenzialmente un gancio con cinque piccoli denti
- attaccato inserendo un sostegno flangiato entro un foro nel cranio
per prima cosa il chirurgo libera i tessuti della fronte dal cranio, poi li solleva e li aggancia nei denti dell’impianto che li mantengono posizionati. La cosa positiva è che il chirurgo può regolare l’altezza del lifting semplicemente muovendo i tessuto in su un Endotine. Se si lasciano tranquilli da 30 a 60 giorni, i tessuti frontali guariscono attaccandosi all’osso in una posizione più alta. Il corpo assorbe l’ Endotine in un tempo che varia da 4 a 7 mesi. Comunque, i pazienti riferiscono che per alcuni mesi dopo l’intervento sentono l’ Endotine sotto la pelle.
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| Otoplastica - Approfondimento |
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L'otoplastica può migliorare la forma o la posizione delle orecchie. Può anche ridurne la dimensione se sono esageratamente grandi; se sporgono piu' del normale, la chirurgia le può riposizionare piu' vicino alla testa.
L'otoplastica viene spesso consigliata ai bambini all'età di 5-6 anni, quando le orecchie sono vicine allo sviluppo totale. Correggere i difetti delle orecchie prima che un bambino frequenti la scuola aiuta a eliminare i potenziali traumi psicologici dovuti alle canzonature dei compagni. Ma l'intervento è consigliabile anche agli adulti.
STORIA (da mettere solo su wiki)
L’otoplastica venne sviluppata per la prima volta da Sushruta, un medito spesso considerato il padre della chirurgia”. Visse nell’India antica circa 600 anni a.C. e la descrisse per la prima volta nel suo testo Susrutha Samhita. Lui ed i suoi successivi studenti e discepoli usarono l’otoplastica per ricostruire orecchie che erano state amputate come punizione per dei crimini commessi. Le tecniche di otoplastica che lui sviluppò formano la base degli interventi chirurgici che vengono praticati al giorno d’oggi. Questa conoscenza della chirurgia plastica sopravvisse in India fino alla fine del diciottesimo secolo.
QUANDO E' INDICATA
In caso di orecchie che hanno forma e/o risvolti irregolari, e/o con una anormale sporgenza laterale.
Questo tipo di intervento è adatto dai 5-6 anni in poi.
COME VIENE ESEGUITA OGGI L’OPERAZIONE DI OTOPLASTICA
L'intervento consiste nella modifica della forma dello scheletro cartilagineo del padiglione auricolare attraverso la rimozione della cartilagine e della cute in eccesso per poter riavvicinare le orecchie al cranio e conferire un aspetto più naturale. Questa modifica è possibile attraverso piccole incisioni posteriori.
Questo tipo di intervento può essere effettuato ambulatoriamente in anestesia locale associata a sedazione o, a richiesta del paziente, in anestesia generale.
Durante l'intervento non verranno tagliati i capelli intorno alle orecchie.
Incidendo un lato di un pezzo di cartilagine piatta rilascia forze elastiche incontrastate dall’altro lato e fa sì che la forma si evolva col tempo. pertanto un elemento della chirurgia può essere l’incisione di un lato della cartilagine pendente dell’orecchio lungo la nuova piega anti-elicoidale. Ciò può essere fatto tramite una piccola incisione oppure senza incisione. Una “otoplastica senza incisioni” si ha quando un ago viene inserito attraverso la pelle per modellare la cartilagine ed anche per posizionare le suture di mantenimento.
Per molte operazioni alle orecchie, occorrono una o più incisioni per accedere alle strutture da rimodellare. L’incisione principale, spesso l’unica, viene fatta dietro l’orecchio. Altre possibili incisioni sono in base al lavoro che deve essere fatto. Attraverso l’incisione dietro l’orecchio, la parte concava può essere spostata più vicina alla testa, si crea un piccolo tunnel lungo la parte anteriore di un antelice scarsamente piegato per mitigare questa cartilagine, vengono messi dei punti di sutura per rimodellare la piega antelice e per equilibrare il lobo con tutto l’orecchio.
L’otoplastica riduttiva può comportare la riduzione di uno o più componenti dell’orecchio. Normalmente le incisioni che fanno parte di questo intervento vengono nascoste vicino alle pieghe nella parte anteriore.
La “microtia” orientata (piccola deformità dell’orecchio) o “anotia” (deformità per mancanza di orecchio) comportano l’incremento o l’aggiunta di elementi per rimpiazzare le strutture deformate o mancanti. La cartilagine presa dall’orecchio o dalla costola è quella più comunemente usata per questi interventi ricostruttivi più estesi. Si può cambiare la forma di un orecchio anche tramite lo spostamento, l’aggiunta o la diminuzione delle strutture dell’orecchio stesso.
Le suture interne sono spesso permanenti. La/e ferita/e vengono quindi chiuse o con punti di sutura riassorbibili o con quelli che vanno rimossi da un medito dopo che le ferite sono guarite. Le orecchie generalmente rimangono fasciate per alcuni giorni.
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