Le Tecniche
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GINECOMASTIA
La ginecomastia è lo sviluppo abnorme delle ghiandole mammarie in soggetti maschi, che risulta in un ingrossamento del torace che a volte può causare secrezione di latte. Il termine deriva dal greco gyne che significa “donna” e mastos che significa “torace”. Questa condizione può essere fisiologica nei neonati (a causa di ormoni femminili dalla madre), nell’adolescenza, e nell’età adulta. Nei ragazzi adolescenti questa condizione è spesso causa di ansia, ma per la grande maggioranza di ragazzi la cui ginecomastia puberale non è dovuta all’obesità, lo sviluppo del torace si riduce o scompare in un paio di anni. Le cause della comune ginecomastia rimangono sconosciute, sebbene sia stata normalmente attribuita a uno squilibrio degli ormoni sessuali o della sensibilità dei tessuti verso questi, raramente viene individuata una causa radicale per i casi individuali. La prominenza toracica può essere il risultato di ipertrofia dei tessuti toracici, tessuto e pelle adiposi sul torace, e normalmente è una combinazione di ciò. La prominenza toracica dovuta solamente ad eccessiva adiposi viene spesso definita pseudoginecomastia o a volte lipomastia.
La ginecomastica dovrebbe essere distinta dall’ipertrofia da lavoro dei muscoli pettorali causata dal troppo esercizio fisico, ad es. il nuoto.
CAUSE
La ginecomastia psicologica (chiamata anche “Turcios Disease”) si verifica in neonati, durante o prima della pubertà e anche con l’avanzamento dell’età. Molti casi di ginecomastia sono idiomatici, nel senso che non hanno una causa chiara. Potenziali cause patologiche della ginecomastica sono: medicinali incluso gli ormoni, aumento di siero estrogeno, minor produzione di testosterone, mancanza di ricettori androgeni, malattia renale cronica, malattia cronica del fegato, trattamento HIV e altre malattia croniche. E’ stata segnalata anche la ginecomastia come risultato di lesioni al midollo spinale e quando si riprende a mangiare dopo una dieta ferrea. Nel 25% dei casi, non si conosce la causa della ginecomastia.
Nell’età post-adolescenziale il 10-20% dei casi di ginecomastia sono provocati da medicinali quali cimetidina, omeprazole, spironolactone, imatinib mesylate, finasteride e certi antipsicotici. Alcuni agiscono direttamente sul tessuto toracico, mentre altri portano ad una aumentata secrezione di prolattina dall’ipofisi bloccando le azioni di dopamina (fattore prolactino-inibitore/PIF) sui gruppi cellulari “lactotrope” nell’ipofisi anteriore. L’androstenedione, usato per migliorare l’integrazione di cibo, può causare aumento del torace a causa dell’eccessiva attivita’ estrogena. Anche Medicinali usati nel trattamento del cancro alla prostata come ormoni antiandrogeni e analoghi a GnRH possono provocare la ginecomastia. Alcuni pensano che anche l’uso di marijuana sia una possibile causa, comunque i dati pubblicati sono contraddittori.
Si possono avere aumentati livelli di estrogeni anche in certi tumori del testicolo e nell’ipertiroidismo. Alcuni tumori surrenali provocano aumentati livelli di androstenedione che viene convertito in estrone, una forma di estrogeno, dall’enzima aromatase. Altri tumori che secernono hCG possono aumentare l’estrogeno. Una diminuzione di compensazione dell’estrogeno si può avere nelle malattie del fegato e ciò può essere il meccanismo che porta alla ginecomastia nelle cirrosi del fegato. L’obesità tende ad aumentare i livelli di estrogeno.
Una diminuita produzione di testosterone si può avere in casi di cedimento testicolare congenito o acquisito, per esempio in disordini genetici come la Sindrome di Klinefelter. Anche malattie dell’ippotalamo o dell’ipofisi possono provocare un minor livello di testosterone. Un simile effetto è provocato dall’abuso di steroidi androgeni anabolici (AAS). Anche variazioni ai ricettori androgeni, come quelle riscontrate nella “malattia Kennedy” possono provocare la ginecomastia.
Sebbene la sospensione di tali medicinali può portare alla regressione della ginecomastia, talvolta è necessaria l’operazione chirurgica per eliminare completamente tale condizione.
L’applicazione topica ripetuta di prodotti contenenti lavanda e oli di pianta da tè con altri ingredienti non specificati in tre soggetti maschili in età pre-pubertà ha coinciso con la ginecomastia, si è teorizzato che possa essere dovuto alla loro attività estrogenaci e antiandrogenica. Comunque non sono chiare altre circostanze relative allo studio e il numero campione era insignificante perché si possano trarre serie conclusioni scientifiche.
La ginecomastia è lo sviluppo abnorme delle ghiandole mammarie in soggetti maschi, che risulta in un ingrossamento del torace che a volte può causare secrezione di latte. Il termine deriva dal greco gyne che significa “donna” e mastos che significa “torace”. Questa condizione può essere fisiologica nei neonati (a causa di ormoni femminili dalla madre), nell’adolescenza, e nell’età adulta. Nei ragazzi adolescenti questa condizione è spesso causa di ansia, ma per la grande maggioranza di ragazzi la cui ginecomastia puberale non è dovuta all’obesità, lo sviluppo del torace si riduce o scompare in un paio di anni. Le cause della comune ginecomastia rimangono sconosciute, sebbene sia stata normalmente attribuita a uno squilibrio degli ormoni sessuali o della sensibilità dei tessuti verso questi, raramente viene individuata una causa radicale per i casi individuali. La prominenza toracica può essere il risultato di ipertrofia dei tessuti toracici, tessuto e pelle adiposi sul torace, e normalmente è una combinazione di ciò. La prominenza toracica dovuta solamente ad eccessiva adiposi viene spesso definita pseudoginecomastia o a volte lipomastia.
La ginecomastica dovrebbe essere distinta dall’ipertrofia da lavoro dei muscoli pettorali causata dal troppo esercizio fisico, ad es. il nuoto.
CAUSE
La ginecomastia psicologica (chiamata anche “Turcios Disease”) si verifica in neonati, durante o prima della pubertà e anche con l’avanzamento dell’età. Molti casi di ginecomastia sono idiomatici, nel senso che non hanno una causa chiara. Potenziali cause patologiche della ginecomastica sono: medicinali incluso gli ormoni, aumento di siero estrogeno, minor produzione di testosterone, mancanza di ricettori androgeni, malattia renale cronica, malattia cronica del fegato, trattamento HIV e altre malattia croniche. E’ stata segnalata anche la ginecomastia come risultato di lesioni al midollo spinale e quando si riprende a mangiare dopo una dieta ferrea. Nel 25% dei casi, non si conosce la causa della ginecomastia.
Nell’età post-adolescenziale il 10-20% dei casi di ginecomastia sono provocati da medicinali quali cimetidina, omeprazole, spironolactone, imatinib mesylate, finasteride e certi antipsicotici. Alcuni agiscono direttamente sul tessuto toracico, mentre altri portano ad una aumentata secrezione di prolattina dall’ipofisi bloccando le azioni di dopamina (fattore prolactino-inibitore/PIF) sui gruppi cellulari “lactotrope” nell’ipofisi anteriore. L’androstenedione, usato per migliorare l’integrazione di cibo, può causare aumento del torace a causa dell’eccessiva attivita’ estrogena. Anche Medicinali usati nel trattamento del cancro alla prostata come ormoni antiandrogeni e analoghi a GnRH possono provocare la ginecomastia. Alcuni pensano che anche l’uso di marijuana sia una possibile causa, comunque i dati pubblicati sono contraddittori.
Si possono avere aumentati livelli di estrogeni anche in certi tumori del testicolo e nell’ipertiroidismo. Alcuni tumori surrenali provocano aumentati livelli di androstenedione che viene convertito in estrone, una forma di estrogeno, dall’enzima aromatase. Altri tumori che secernono hCG possono aumentare l’estrogeno. Una diminuzione di compensazione dell’estrogeno si può avere nelle malattie del fegato e ciò può essere il meccanismo che porta alla ginecomastia nelle cirrosi del fegato. L’obesità tende ad aumentare i livelli di estrogeno.
Una diminuita produzione di testosterone si può avere in casi di cedimento testicolare congenito o acquisito, per esempio in disordini genetici come la Sindrome di Klinefelter. Anche malattie dell’ippotalamo o dell’ipofisi possono provocare un minor livello di testosterone. Un simile effetto è provocato dall’abuso di steroidi androgeni anabolici (AAS). Anche variazioni ai ricettori androgeni, come quelle riscontrate nella “malattia Kennedy” possono provocare la ginecomastia.
Sebbene la sospensione di tali medicinali può portare alla regressione della ginecomastia, talvolta è necessaria l’operazione chirurgica per eliminare completamente tale condizione.
L’applicazione topica ripetuta di prodotti contenenti lavanda e oli di pianta da tè con altri ingredienti non specificati in tre soggetti maschili in età pre-pubertà ha coinciso con la ginecomastia, si è teorizzato che possa essere dovuto alla loro attività estrogenaci e antiandrogenica. Comunque non sono chiare altre circostanze relative allo studio e il numero campione era insignificante perché si possano trarre serie conclusioni scientifiche.
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MASTOPLASTICA RIDUTTIVA
Dei seni esageratamente grossi possono far sì che alcune donne abbiano problemi sia di salute che emotivi. Oltre ai problemi legati alla propria immagine, si può anche provare dolore fisico e fastidio. Il peso di un eccessivo tessuto mammario può compromettere la capacità di condurre una vita attiva. Il disagio emotivo e la consapevolezza di sé spesso associate al fatto di avere dei grossi seni penduli per molte donne è un problema importante tanto quanto il disagio e il dolore fisici.
Conosciuta anche come riduzione mammaria, questo intervento toglie il grasso eccessivo del seno, il tessuto e la pelle per ottenere una dimensione del seno proporzionata al resto del corpo e per alleviare il disagio associato a dei seni esageratamente grossi.
Quantunque non conosciuta come l’intervento di mastoplastica additiva, la mastoplastica riduttiva e un intervento abbastanza comune e può produrre sostanziali benefici per molte pazienti. La riduzione mammaria si esegue in ricovero e generalmente richiede due o tre giorni di ospedalizzazione. L’intervento dura circa 3 ore. La mammografia a volte può essere necessaria prima dell’intervento. Essa viene eseguita per assicurarsi che non siano presenti prima dell’intervento malattie della mammella. Eventuali lesioni benigne potranno essere asportate in corso di intervento. Il lavoro e le attività sociali dovrebbero essere ridotte per almeno 2 settimane dopo l’intervento. Se il lavoro della paziente fosse tale da richiedere attività fisica quale sollevamenti, spinte, etc., sarà necessario un periodo di convalescenza più lungo. La guida può essere ripresa 2 settimane dopo l’intervento
QUANDO E' CONSIGLIATA
Nel caso in cui le mammelle pesanti, che causino difficoltà respiratorie, dolore al collo, alle spalle, alla schiena, costringano la persona a stare con la schiena curva in avanti e possano lasciare i segni delle bretelle del reggiseno causando irritazione.
Nel caso in cui le mammelle eccessivamente grandi possano essere la causa di mancanza di fiducia in se stessi.
Nel caso le dimensioni delle mammelle possano interferire con le attività quotidiane o con alcuni esercizi fisici.
PREPARAZIONE PRE-OPERATORIA
E’ consigliabile evitare contatti con persone con raffreddore o altre malattie infettive. E consigliabile evitare di assumere aspirina o farmaci che la contengano per 2 settimane prima e 2 settimane dopo l’intervento. Si consiglia alle pazienti in trattamento con contraccettivi orali di interrompere l’assunzione di tali farmaci un mese prima dell’operazione.
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| Mastoplastica Additiva - Approfondimento |
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LA MASTOPLASTICA ADDITIVA
Migliaia di donne hanno migliorato la loro figura e aumentato la fiducia in se stesse tramite la mastoplastica additiva. La mastoplastica additiva offre l’opportunità di avere un seno meglio modellato e più pieno con le nuove tecniche di chirurgia estetica.
Nel caso si desideri poter indossare alcuni vestiti, far sì che il tuo punto vita appaia più sottile, o semplicemente ripristinare l’aspetto che avevi in precedenza o prima di una gravidanza, la mastoplastica additiva può aiutarti a raggiungere lo scopo.
QUANDO E' CONSIGLIATA
Nel caso di un seno poco sviluppato
Nel caso di piccoli seni leggermente cadenti.
Nel caso in cui un seno sia più piccolo dell'altro.
MIGLIORARE L'ASPETTO CON LA MASTOPLASTICA ADDITIVA
Se non si è soddisfatte della dimensione del proprio seno, la chirurgia additiva è una scelta da considerare. L’aumento del seno può:
⁃ - aumentare la solidità e la massa del seno
⁃ - migliorare l’equilibrio della figura
⁃ - migliorare l'immagine e l'autostima
Conosciuta anche come mastoplastica additiva, questa procedura comporta l’uso di protesi per soddisfare il desiderio di avere un seno più pieno o per ripristinare il volume del seno che è andato perso dopo una dieta o una maternità. Si possono usare delle protesi anche per ricostruire una mammella dopo una mastectomia o una ferita.
QUELLO CHE NON FA
La mastoplastica additiva non corregge un seno drasticamente pendente. Se il seno pendente appaia più sodo e rialzato, può essere richiesto un lifting del seno in aggiunta alla mastoplastica additiva . Il lifting del seno può spesso essere effettuato contemporaneamente alla mastoplastica oppure può richiedere un intervento separato. Il chirurgo plastico aiuterà nella decisione.
PRIMA DELL'INTERVENTO
Prima di decidere di affrontare l'intervento, è possibile prendere visione delle immagini dei risultati simili al proprio caso prima e dopo l'aumento mammario ,tratti dalla ampia casistica chirurgica del Professor Gandolfi .
Per valutare e decidere il volume esatto dell'aumento che si desidera già durante le visite pre-operatorie il Professor Gandolfi mette a disposizione delle pazienti delle protesi di prova che ,uguali a quelle che saranno impiantate , poste sopra la mammella da ingrandire daranno una idea estremamente veritiera del volume finale raggiungibile.
INTERVENTO
Le metodiche di intervento sono diverse: a seconda dei casi si potrà procedere inserendo la protesi sotto la ghiandola mammaria o completamente o parzialmente sotto il muscolo gran pettorale attraverso una corta incisione nascosta nella zona inferiore dell'areola o nel solco sotto la mammella o nell'incavo dell'ascella.
Qualunque sia la tecnica adottata, l'intervento di mastoplastica è totalmente ininfluente su gravidanze e allattamento.
Può essere affrontato in day hospital in anestesia locale con sedazione o in anestesia generale.
Migliaia di donne hanno migliorato la loro figura e aumentato la fiducia in se stesse tramite la mastoplastica additiva. La mastoplastica additiva offre l’opportunità di avere un seno meglio modellato e più pieno con le nuove tecniche di chirurgia estetica.
Nel caso si desideri poter indossare alcuni vestiti, far sì che il tuo punto vita appaia più sottile, o semplicemente ripristinare l’aspetto che avevi in precedenza o prima di una gravidanza, la mastoplastica additiva può aiutarti a raggiungere lo scopo.
QUANDO E' CONSIGLIATA
Nel caso di un seno poco sviluppato
Nel caso di piccoli seni leggermente cadenti.
Nel caso in cui un seno sia più piccolo dell'altro.
MIGLIORARE L'ASPETTO CON LA MASTOPLASTICA ADDITIVA
Se non si è soddisfatte della dimensione del proprio seno, la chirurgia additiva è una scelta da considerare. L’aumento del seno può:
⁃ - aumentare la solidità e la massa del seno
⁃ - migliorare l’equilibrio della figura
⁃ - migliorare l'immagine e l'autostima
Conosciuta anche come mastoplastica additiva, questa procedura comporta l’uso di protesi per soddisfare il desiderio di avere un seno più pieno o per ripristinare il volume del seno che è andato perso dopo una dieta o una maternità. Si possono usare delle protesi anche per ricostruire una mammella dopo una mastectomia o una ferita.
QUELLO CHE NON FA
La mastoplastica additiva non corregge un seno drasticamente pendente. Se il seno pendente appaia più sodo e rialzato, può essere richiesto un lifting del seno in aggiunta alla mastoplastica additiva . Il lifting del seno può spesso essere effettuato contemporaneamente alla mastoplastica oppure può richiedere un intervento separato. Il chirurgo plastico aiuterà nella decisione.
PRIMA DELL'INTERVENTO
Prima di decidere di affrontare l'intervento, è possibile prendere visione delle immagini dei risultati simili al proprio caso prima e dopo l'aumento mammario ,tratti dalla ampia casistica chirurgica del Professor Gandolfi .
Per valutare e decidere il volume esatto dell'aumento che si desidera già durante le visite pre-operatorie il Professor Gandolfi mette a disposizione delle pazienti delle protesi di prova che ,uguali a quelle che saranno impiantate , poste sopra la mammella da ingrandire daranno una idea estremamente veritiera del volume finale raggiungibile.
INTERVENTO
Le metodiche di intervento sono diverse: a seconda dei casi si potrà procedere inserendo la protesi sotto la ghiandola mammaria o completamente o parzialmente sotto il muscolo gran pettorale attraverso una corta incisione nascosta nella zona inferiore dell'areola o nel solco sotto la mammella o nell'incavo dell'ascella.
Qualunque sia la tecnica adottata, l'intervento di mastoplastica è totalmente ininfluente su gravidanze e allattamento.
Può essere affrontato in day hospital in anestesia locale con sedazione o in anestesia generale.
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LIPOSUZIONE
La liposuzione, chiamata anche lipoplastica (modellamento del grasso), liposcultura o lipectomia aspirata (rimozione di grasso tramite aspirazione) è una operazione estetica che toglie il grasso in diverse parti del corpo umano. Le parti coinvolte possono variare dall’addome, le cosce, le natiche, al naso, parte posteriore delle braccia e anche altre parti.
La liposuzione non è una alternativa all’esercizio fisico e alla dieta. E’ una forma di rimodellamento del corpo che comporta dei rischi e non è un sistema per perdere peso. La quantità di grasso tolto varia in base al medico, al metodo, e al paziente, ma normalmente è meno di 5 kg.
Ci sono parecchi fattori che limitano la quantità di grasso che può essere tolta in sicurezza in una sola sessione. Fondamentalmente la decisione viene presa dal chirurgo e dal paziente. Togliere troppo grasso comporta degli aspetti negativi. Nei pazienti che hanno subito una sovra-aspirazione la pelle può presentare “dei grumi e/o delle ammaccature”. Più grasso viene tolto, più alto è il rischio chirurgico.
Notizie di gente che ha rimosso 22.7 kg di grasso sono esagerate, comunque il rimodellamento possibile tramite la liposuzione dona un aspetto come se si avesse perso più peso di quanto in realtà sia il grasso rimosso. L’operazione può essere eseguita con anestesia generale o locale (“tumescente”). La sicurezza di questa operazione si basa non solamente sulla quantità di tessuto rimosso, ma sulla scelta dell’anestesia e sullo stato di salute generale del paziente.
STORIA
Le tecniche relativamente moderne per il rimodellamento del corpo e la rimozione di grasso risalgono al chirurgo francese Charles Dujarier. Un caso tragico in cui un intervento eseguito dal Dr Dujarier nel 1926 su una gamba di un modello francese, degenerato in cancrena, arrestò l’interesse per il rimodellamento del corpo per i decenni successivi.
La liposuzione si sviluppò negli ultimi anni ’60 grazie al lavoro di chirurghi europei che usavano tecniche primitive di raschiamento prima ampiamente trascurate, in quanto raggiungevano risultati irregolari con molta morbilità e sanguinamento . La liposuzione moderna apparve per la prima volta in una presentazione del chirurgo francese Dr Yves-Gerard Illouz, nel 1982. Il “metodo Illouz” comportava una operazione di lipolisi con aspirazione, dopo aver iniettato del liquido nei tessuti usando cannule smussate e risucchio “high vacuum”; tale sistema portò buoni risultati riproducibili e meno morbilità. Negli anni ’80, molti chirurghi americani sperimentarono la liposuzione, sviluppando diverse varianti, e raggiungendo differenti risultati.
Nel 1985 Klein e Lillis descrissero l’ “operazione tumescente”, che aggiungeva grandi volumi di liquido contenente un anestetico locale, permettendo quindi di effettuare l’operazione in uno studio medico con sedazione intravenosa piuttosto che in anestesia generale. L’interesse relativo al grande volume di liquido e la potenziale tossicità della lidocaina con le operazioni tumescenti alla fine portò al concetto di tumescenza “super bagnata” con minor volume.
Negli ultimi anni ’90 venne introdotto l’uso degli ultrasuoni per facilitare la rimozione di grasso, dapprima sciogliendolo usando energia ultrasonica. Dopo un periodo di intenso interesse iniziale, l’aumento di complicazioni riportate moderò l’entusiasmo di molti professionisti.
Recentemente sono state introdotte tecnologie che comportano l’uso di sonde a punta laser (che provocano una lipolisi termica), ma sono ancora sotto valutazione per esaminare potenziali benefici rispetto alle tecniche tradizionali.
Complessivamente, i vantaggi di 30 anni di miglioramenti consistono nel fatto che più cellule grasse possono essere rimosse più facilmente, con minor perdita di sangue, minor disagio, e meno rischi. Recenti sviluppi permettono anche una guarigione più veloce. Inoltre, il grasso può anche essere usato come filler naturale. Ciò viene a volte indicato come “trasferimento di grasso autologo” e, in generale, per queste operazioni, viene rimosso il grasso da una parte del corpo del paziente (per es. lo stomaco), viene pulito, e re-iniettato nella parte del corpo dove si desidera il modellamento, per es. per ridurre o eliminare le rughe.
QUANDO E' CONSIGLIATA
Nel caso di eccesso adiposo sottocutaneo resistente a diete o ad esercizi fisici.
Nel caso si desideri modificare la silhouette del proprio corpo. Comunemente le zone coinvolte sono braccia , seno (specie maschile in caso di ginecomastia), dorso, addome, fianchi, glutei, cosce, parte interna delle ginocchia e caviglie.
La liposcultura può essere utile anche alle persone obese, associata a terapia dietologica.
La liposuzione, chiamata anche lipoplastica (modellamento del grasso), liposcultura o lipectomia aspirata (rimozione di grasso tramite aspirazione) è una operazione estetica che toglie il grasso in diverse parti del corpo umano. Le parti coinvolte possono variare dall’addome, le cosce, le natiche, al naso, parte posteriore delle braccia e anche altre parti.
La liposuzione non è una alternativa all’esercizio fisico e alla dieta. E’ una forma di rimodellamento del corpo che comporta dei rischi e non è un sistema per perdere peso. La quantità di grasso tolto varia in base al medico, al metodo, e al paziente, ma normalmente è meno di 5 kg.
Ci sono parecchi fattori che limitano la quantità di grasso che può essere tolta in sicurezza in una sola sessione. Fondamentalmente la decisione viene presa dal chirurgo e dal paziente. Togliere troppo grasso comporta degli aspetti negativi. Nei pazienti che hanno subito una sovra-aspirazione la pelle può presentare “dei grumi e/o delle ammaccature”. Più grasso viene tolto, più alto è il rischio chirurgico.
Notizie di gente che ha rimosso 22.7 kg di grasso sono esagerate, comunque il rimodellamento possibile tramite la liposuzione dona un aspetto come se si avesse perso più peso di quanto in realtà sia il grasso rimosso. L’operazione può essere eseguita con anestesia generale o locale (“tumescente”). La sicurezza di questa operazione si basa non solamente sulla quantità di tessuto rimosso, ma sulla scelta dell’anestesia e sullo stato di salute generale del paziente.
STORIA
Le tecniche relativamente moderne per il rimodellamento del corpo e la rimozione di grasso risalgono al chirurgo francese Charles Dujarier. Un caso tragico in cui un intervento eseguito dal Dr Dujarier nel 1926 su una gamba di un modello francese, degenerato in cancrena, arrestò l’interesse per il rimodellamento del corpo per i decenni successivi.
La liposuzione si sviluppò negli ultimi anni ’60 grazie al lavoro di chirurghi europei che usavano tecniche primitive di raschiamento prima ampiamente trascurate, in quanto raggiungevano risultati irregolari con molta morbilità e sanguinamento . La liposuzione moderna apparve per la prima volta in una presentazione del chirurgo francese Dr Yves-Gerard Illouz, nel 1982. Il “metodo Illouz” comportava una operazione di lipolisi con aspirazione, dopo aver iniettato del liquido nei tessuti usando cannule smussate e risucchio “high vacuum”; tale sistema portò buoni risultati riproducibili e meno morbilità. Negli anni ’80, molti chirurghi americani sperimentarono la liposuzione, sviluppando diverse varianti, e raggiungendo differenti risultati.
Nel 1985 Klein e Lillis descrissero l’ “operazione tumescente”, che aggiungeva grandi volumi di liquido contenente un anestetico locale, permettendo quindi di effettuare l’operazione in uno studio medico con sedazione intravenosa piuttosto che in anestesia generale. L’interesse relativo al grande volume di liquido e la potenziale tossicità della lidocaina con le operazioni tumescenti alla fine portò al concetto di tumescenza “super bagnata” con minor volume.
Negli ultimi anni ’90 venne introdotto l’uso degli ultrasuoni per facilitare la rimozione di grasso, dapprima sciogliendolo usando energia ultrasonica. Dopo un periodo di intenso interesse iniziale, l’aumento di complicazioni riportate moderò l’entusiasmo di molti professionisti.
Recentemente sono state introdotte tecnologie che comportano l’uso di sonde a punta laser (che provocano una lipolisi termica), ma sono ancora sotto valutazione per esaminare potenziali benefici rispetto alle tecniche tradizionali.
Complessivamente, i vantaggi di 30 anni di miglioramenti consistono nel fatto che più cellule grasse possono essere rimosse più facilmente, con minor perdita di sangue, minor disagio, e meno rischi. Recenti sviluppi permettono anche una guarigione più veloce. Inoltre, il grasso può anche essere usato come filler naturale. Ciò viene a volte indicato come “trasferimento di grasso autologo” e, in generale, per queste operazioni, viene rimosso il grasso da una parte del corpo del paziente (per es. lo stomaco), viene pulito, e re-iniettato nella parte del corpo dove si desidera il modellamento, per es. per ridurre o eliminare le rughe.
QUANDO E' CONSIGLIATA
Nel caso di eccesso adiposo sottocutaneo resistente a diete o ad esercizi fisici.
Nel caso si desideri modificare la silhouette del proprio corpo. Comunemente le zone coinvolte sono braccia , seno (specie maschile in caso di ginecomastia), dorso, addome, fianchi, glutei, cosce, parte interna delle ginocchia e caviglie.
La liposcultura può essere utile anche alle persone obese, associata a terapia dietologica.
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ADDOMINOPLASTICA
L’addominoplastica consiste in un intervento di rimozione del tessuto adiposo in eccesso e delle pieghe cutanee nella parte centrale e bassa dell’addome, al fine non tanto della riduzione del peso, quanto di tendere la parete addominale e migliorare l’aspetto di un addome prominente. La dieta e l’esercizio fisico da soli non possono produrre tale risultato poiché questa situazione e spesso accompagnata dall’allontanamento dei muscoli addominali fra loro e dall’indebolimento della parete addominale. Le smagliature, quando possibile, vengono rimosse con l’eccesso di cute che viene asportata, co unque le smagliature presenti sulla cute rimanente dell’addome verranno soltanto migliorate ma non eliminate. Residerà sempre all’intervento una cicatrice permanente che, a seconda del tipo di procedura, potrà anche estendersi da un fianco all’altro. L’addominoplastica è un intervento impegnativo e generalmente eseguito in sala operatoria in regime di ricovero, può accompagnarsi ad una liposuzione dell’addome, e richiede una degenza generalmente di 1-3 giorni.
QUANDO E' CONSIGLIATA
Nel caso di rilassamento della cute addominale, accompagnata in genere da un rilassamento anormale del muscolo addominale anteriore (spesso in seguito a gravidanze multiple o a un precedente intervento chirurgico).
Nel caso in cui il rassodamento della zona addominale non riuscisse con l'esercizio fisico.
Nel caso di vistose smagliature al di sotto dell'ombelico .
L’INTERVENTO
L’addominoplastica consiste in un intervento di rimozione del tessuto adiposo in eccesso e delle pieghe cutanee nella parte centrale e bassa dell’addome, al fine non tanto della riduzione del peso, quanto di tendere la parete addominale e migliorare l’aspetto di un addome prominente. La dieta e l’esercizio fisico da soli non possono produrre tale risultato poiché questa situazione e spesso accompagnata dall’allontanamento dei muscoli addominali fra loro e dall’indebolimento della parete addominale. Le smagliature, quando possibile, vengono rimosse con l’eccesso di cute che viene asportata, co unque le smagliature presenti sulla cute rimanente dell’addome verranno soltanto migliorate ma non eliminate. Residerà sempre all’intervento una cicatrice permanente che, a seconda del tipo di procedura, potrà anche estendersi da un fianco all’altro. L’addominoplastica è un intervento impegnativo e generalmente eseguito in sala operatoria in regime di ricovero, può accompagnarsi ad una liposuzione dell’addome, e richiede una degenza generalmente di 1-3 giorni.
QUANDO E' CONSIGLIATA
Nel caso di rilassamento della cute addominale, accompagnata in genere da un rilassamento anormale del muscolo addominale anteriore (spesso in seguito a gravidanze multiple o a un precedente intervento chirurgico).
Nel caso in cui il rassodamento della zona addominale non riuscisse con l'esercizio fisico.
Nel caso di vistose smagliature al di sotto dell'ombelico .
L’INTERVENTO
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| fig. 1 - L'incisione per la plastica addominale viene di solito fatta proprio entro o sotto la zona pubica e intorno all'ombelico. La pelle nella zona schermata viene separata dalla parete addominale. | fig. 2 - per tendere la parete addominale, il vs. chirurgo plastico riunirà il tessuto e muscolo sottostanti flaccidi alle suture. |
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| fig. 3 - la pelle addominale viene distesa e viene rimossa quella in eccesso. L'ombelico viene riposizionato nella sua sede naturale. | fig. 4 - dopo l'intervento avete un addome piu' sodo e piu' piatto. Le cicatrici sono permanenti ma si affievoliscono con il tempo. |
Questo tipo di intervento si esegue in anestesia generale, (cioè a paziente completamente addormentato), eseguita da un anestesista in sala operatoria. Sarà somministrata una certa quantità di fluidi per via endovenosa durante l’intervento e a volte anche il giorno successivo. Successivamente sarà possibile tornare ad una dieta regolare. L’intervento richiede circa 3-4 ore. Generalmente sono necessarie due incisioni: una, nella porzione più bassa dell’addome, proprio al di sopra della linea dei peli del pube che si prolunga lateralmente, piuttosto lunga, fino ai fianchi; l’altra, piccola, circolare intorno all’ombelico, in quanto molto frequentemente l’intervento richiede una risistemazione dell’ombelico in una posizione più alta. La cute ed il grasso sottocutaneo sono ampiamente sollevati dai piani sottostanti; se è necessario, in questa fase viene riparata la parete addominale mediante l’accostamento dei muscoli retti. Infine, i tessuti superficiali vengono stirati verso il basso e in dentro, l’ombelico viene trasposto nella sua nuova posizione, e l’eccesso di cute e grasso viene asportato. Due piccoli tubi di drenaggio morbidi vengono inseriti nella ferita al fine di raccogliere il sangue ed il siero che potrebbero accumularsi. Tali drenaggi vengono rimossi senza dolore al momento della prima medicazione. Le incisioni chirurgiche sono chiuse con punti di sutura o con graffette metalliche. Si applica infine un’abbondante medicazione compressiva che, quando viene rimossa alla prima medicazione dopo 2-3 giorni, viene sostituita da una guaina che poi dovrà essere indossata permanentemente per 4 settimane. I punti o le graffette vengono rimossi entro la 10° giornata. Un catetere urinario può essere utilizzato durante l’intervento e verrà rimosso subito dopo l’intervento o il mattino successivo.
ADDOMINOPLASTICA COMPLETA
Un’ operazione di addominoplastica completa comporta:
1- una incisione fatta da fianco a fianco proprio sopra l’area pubica.
2- Un’altra incisione fatta per liberare l’ombelico dalla pelle circostante.
3- La pelle viene staccata dalla parete addominale per scoprire i muscoli e la fascia che devono essere tesi, la fascia muscolare viene “tirata” con suture.
4- La pelle e il grasso restanti vengono tesi rimuovendo l’eccesso e chiudendo la parte restante.
5- Il peduncolo del vecchio ombelico viene buttato fuori attraverso un nuovo foro e suturato in posizione.
6- Spesso si effettua una liposuzione per rifinire le zone transitorie della scultura addominale.
7- Viene applicato un indumento, che può essere compressivo e qualsiasi eccesso di liquido viene drenato.
ADDOMINOPLASTICA PARZIALE
Una operazione di addominoplastica parziale (o mini) comporta:
1- una incisione piu’ piccola.
2- la pelle ed il grasso dell’addome inferiore vengono staccati dalla fascia muscolare in maniera più limitata. La pelle viene tirata in giù e l’eccesso viene tolto.
3- A volte il peduncolo dell’ombelico viene diviso dal muscolo sotto e l’ombelico scivola più in basso sulla parete addominale.
4- A volte viene “tirata” una parte della fascia muscolare addominale.
5- Spesso si effettua una liposuzione per rifinire la zona transitoria.
6- Il lembo di pelle viene ricucito in posizione.
ADDOMINOPLASTICA ESTESA
Riduzione ed asportazione della cute e del tessuto adiposo in eccesso dall'addome, dai fianchi e ''messa in tensione'' dei muscoli addominali.
ADDOMINOPLASTICA COMPLETA
Un’ operazione di addominoplastica completa comporta:
1- una incisione fatta da fianco a fianco proprio sopra l’area pubica.
2- Un’altra incisione fatta per liberare l’ombelico dalla pelle circostante.
3- La pelle viene staccata dalla parete addominale per scoprire i muscoli e la fascia che devono essere tesi, la fascia muscolare viene “tirata” con suture.
4- La pelle e il grasso restanti vengono tesi rimuovendo l’eccesso e chiudendo la parte restante.
5- Il peduncolo del vecchio ombelico viene buttato fuori attraverso un nuovo foro e suturato in posizione.
6- Spesso si effettua una liposuzione per rifinire le zone transitorie della scultura addominale.
7- Viene applicato un indumento, che può essere compressivo e qualsiasi eccesso di liquido viene drenato.
ADDOMINOPLASTICA PARZIALE
Una operazione di addominoplastica parziale (o mini) comporta:
1- una incisione piu’ piccola.
2- la pelle ed il grasso dell’addome inferiore vengono staccati dalla fascia muscolare in maniera più limitata. La pelle viene tirata in giù e l’eccesso viene tolto.
3- A volte il peduncolo dell’ombelico viene diviso dal muscolo sotto e l’ombelico scivola più in basso sulla parete addominale.
4- A volte viene “tirata” una parte della fascia muscolare addominale.
5- Spesso si effettua una liposuzione per rifinire la zona transitoria.
6- Il lembo di pelle viene ricucito in posizione.
ADDOMINOPLASTICA ESTESA
Riduzione ed asportazione della cute e del tessuto adiposo in eccesso dall'addome, dai fianchi e ''messa in tensione'' dei muscoli addominali.
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