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Rassegna Stampa

Un "lato B" alla brasiliana

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Come avrete senz'altro capito, oggi vi svelerò le ultime tendenze in tema di miglioramento estetico della regione glutea. Il profilo del corpo dev'essere sinuoso: convesso all'altezza dei seni, concavo sui fianchi e di nuovo tornito e sporgente grazie alle forme del "lato B". Ricordate la famosa formula 90-60-90? Ecco quindi l'importanza della rotondità dei glutei, che è data da un'armonica distribuzione dei volumi all'interno di un'ideale semisfera delimitata in alto dall'incavo della regione sacrale dove troviamo due fossette che annunciano le bellezze sottostanti, attraversata al centro dal solco intergluteo, e chiusa in basso dal solco gluteo inferiore che segna l'attaccatura con le cosce e non deve spingersi troppo lateralmente, ma fermarsi circa a metà coscia per non togliere a questa lo slancio.<!--more--> Se queste sono le proporzioni ideali, non sono poche le situazioni che possono comprometterle. Ai lati, i fianchi tendono a eccedere e si formano dei cuscinetti laterali detti comunemente "pantaloni da cavallerizza". In alto, proprio sulla zona dell'osso sacro, si deposita talvolta un curioso e antiestetico accumulo di adipe. Ma anche il profilo può essere compromesso quando la massa del gluteo si presenta irregolare e densa di asperità, a causa, ad esempio, della cellulite. Inoltre, le imperfezioni dei glutei non sono soltanto "per eccesso", ma a volte anche per difetto. Un'insufficienza di massa muscolare o di tessuto adiposo, può rendere il gluteo piatto, poco sporgente, o dargli una forma tendente al quadrato, al triangolo o allungarlo eccessivamente. Per ritrovare la perduta armonia esistono varie tecniche chirurgiche. La prima consiste nella rimozione della cute sovrastante in modo da far risalire il tutto. Questa tecnica detta anche "toracoplastica" è indicata solo quando il problema è determinato da un eccesso di pelle e le lunghe cicatrici residue ne costituiscono un costo perenne e molto gravoso. Un altro metodo classico è l'inserimento di protesi di silicone del tutto simili a quelle mammarie in corrispondenza del muscolo gluteo. Questo tipo di intervento, però, oggi viene eseguito assai di rado, data l'altissima percentuale di complicazioni. Le protesi sintetiche, infatti, mal sopportano il normale peso corporeo che si concentra su di esse quando si resta seduti e quindi tendono a deformarsi e rovinarsi. Qualche chirurgo sta studiando da anni appositi fili che, se ben posizionati, dovrebbero sostenere il gluteo e sollevarlo, ma a tutt'oggi questa tecnica non si è dimostrata efficace se non per pochi mesi. La soluzione oggi più interessante e innovativa nasce spontanea se pensiamo alla causa dell'inestetismo dei glutei: troppo grasso in alcuni punti, e troppo poco in altri. Ecco quindi l'idea: spostare il tessuto adiposo dalle zone in cui si trova in eccesso e trapiantarlo proprio là dove, invece, serve un riempimento. Un intervento che rappresenta l'evoluzione della liposcultura che diventa a tutti gli effetti tridimensionale. Ma come si effettua? In un primo tempo - in day hospital e in anestesia locale - si asporta il tessuto adiposo dalla regione dei fianchi, da quella dell'osso sacro, dai "pantaloni da cavallerizza" e talvolta anche dell'addome. Finita la fase di riduzione, il tessuto adiposo asportato, insieme alle cellule staminali in esso contenute, viene purificato e utilizzato per il modellamento naturale dei glutei. L'adipe viene "trapiantato" mediante apposite siringhe, che non lasciano pressoché alcun segno e la "modellazione" viene effettuata dalle mani del chirurgo, in modo assolutamente naturale. Il risultato finale è un "lato B" pieno, sodo, morbido e liscio, anche perché vengono trattati e risolti gli inestetismi della cellulite grazie anche a uno speciale metodo di distacco delle aderenze. Rispetto alla normale liposcultura, la convalescenza è più lunga di alcuni giorni e si può arrivare fino a 7-10 a seconda dell'ampiezza delle zone trattate. Un altro aspetto da considerare è che per almeno 2 settimane è necessario sedersi su un cuscino particolare, cosa che comunque non impedisce di lavorare seduti alla scrivania anche molte ore o di guidare la macchina. Dettagli di cui tenere, ovviamente, conto, ma che sembrano una contropartita piuttosto modesta e, soprattutto, transitoria per un risultato decisamente eccellente. Chi volesse vedere i risultati di questa nuovissima tecnica che io ho potuto "toccare con mano" - di chirurgo si intende - consulti il sito dell'amico dr Constantino Mendieta che l'ha messa a punto (www.buttsbymendieta.com) e nel cui "atelier" ho trascorso diversi giorni per imparare i segreti che sui libri un vero artista non può descrivere. Per oggi è tutto.
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