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Rassegna Stampa

«Una soluzione che si potrà usare anche per il collo»

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INTERVISTA AL PROFESSOR EUGENIO GANDOLFI lombardiasalute2007-092.jpg Abbiamo chiesto a! professor Eugenio Gandolfi (www.eugeniogandolfi.com), direttore della divisione di Medicina, Chirurgia Estetica e Laser Chirurgia del Polispecialistico San Giuseppe di Como di spiegarci come sono composti questi nuovi fili «Silhoutte Lift».
«Il materiate con cui sono realizzati i piccoli coni di ancoraggio è un composto di acido lattico (82%) e acido glicolico (18%): sostanze che hanno la par- ticolarttà non solo di venire riassorbite nel tempo (circa 9 mesi) e quindi di scomparire, ma anche, più importante, di indurre nei tessuti una reazione fibrosa nettamente maggiore rispetto ai "vecchi" fili, fondamentale garanzia di una migliore tenuta dell'impianto. Il "filo" vero e proprio è invece un semplice filo di polipropilene, da sempre utilizzato per le suture in chirurgia».

In cosa consiste l'intervento?

«I fili vengono inseriti con un taglietto di un paio di centimetri nella zona temporale nascosto tra i capelli, secondo un disegno preoperatorio che identifica le esatte linee di trazione, e fìssati in basso. Durante l'impianto, mentre la sutura viene inserita, il cono scivola e va a coprire il nodo, in modo che il filo scorra senza difficoltà. Una volta terminato l'inserimento ed è stata messa in atto la trazione, i coni si ritraggono lasciando i nodi liberi ed esposti al processo di fibrosi. Una volta eseguita la trazione si ottiene la "risalita" dei tessuti con un piacevole e naturalissimo effetto lifting».

Quanto è importante il processo di fibrosi per la «tenuta» dell'impianto?

«E' fondamentale perché non si verifichino nel tempo asimmetrie. La fibrosi che si forma dopo l'intervento crea una sorta di "pseudolegamento" che rende l'ancoraggio dei tessuti ancora più forte, aumentando la capacità di sostegno della sutura con un risultato che può durare anche tutta la vita. Con i fili "tradizionali" era necessario ricorrere allo scollamento dei tessuti per ottenere una fibrosi maggiore. Con i fili "Silhoutte Lift" è il materiale stesso a provocare tale fibrosi: dunque lo scollamento non è più necessario e la procedura diventa ancora meno invasiva».

E' necessaria l'anestesia?

«No, è sufficiente una leggera anestesia locale. Dopo si può ve- rificare solo un leggero edema e un po'di fastidio, che durano al massimo una settimana».

Quali sono le indicazioni dei «Silhoutte Lift»?

«Le suture "Silhoutte Lift" sono indicate per la parte centrale e il terzo inferiore del viso e per affrontare moderati cedimenti cutanei. Se i tessuti sono sovrabbondanti, la prescrizione resta il lifting classico. La particolare morbidezza dei materiali impiegati e la loro straordinaria tenuta renderà i "Silhoutte Lift" adatti anche a risollevare i cedimenti del collo, sul quale sino ad oggi era possibile intervenire solo con procedure assai più traumatiche».
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